La necessaria determinatezza delle fattispecie di pericolosità e la tutela del diritto di difesa nel procedimento di prevenzione

La nota sentenza “De Tommaso”, emessa dalla Corte EDU il 23 febbraio 2017, ha scosso il sistema della prevenzione, censurando la vaghezza e l’imprecisione sia delle previsioni descrittive di alcune delle categorie di pericolosità generica sia delle prescrizioni che possono essere imposte al destinatario della misura della sorveglianza speciale, con gli inevitabili riflessi anche sulle norme incriminatrici […]

La richiesta di giudizio abbreviato condizionato dopo la riforma “Cartabia”

La modifica dell’art. 438 comma 5 c.p.p., operata dalla riforma “Cartabia”, rappresenta l’ultimo approdo di un iter lungo e articolato, all’esito del quale il giudizio abbreviato ha smarrito la sua connotazione tipica di rito « allo stato degli atti », aprendosi, sempre di più, a meccanismi di integrazione probatoria, su impulso dell’imputato o disposti ex officio, volti […]

Le nuove declinazioni della funzione giurisdizionale nell’ottica della riforma Cartabia

L’obiettivo dichiarato della riforma Cartabia è l’efficienza del processo penale e il legislatore ha perseguito tale intento innanzitutto attraverso il potenziamento di istituti a vocazione deflattiva. Alcune delle modifiche introdotte — soprattutto in tema di filtro pre-dibattimentale, di controllo sulla corretta formulazione dell’imputazione e di particolare tenuità del fatto — hanno indubbiamente valorizzato il ruolo […]

Il “distanziamento processuale”: misura dell’emergenza o prospettiva di riforma?

La legislazione dell’emergenza, volta a fronteggiare i pericoli connessi all’epidemia da “Covid-19”, si è dovuta misurare con il controverso tema della partecipazione a distanza al processo penale. In tre “fasi”, cronologicamente distinte, il legislatore ha modulato in modo diversificato le forme di “distanziamento processuale” applicabili, individuando, altresì, una serie di garanzie per minimizzare la compressione […]

La irragionevolezza delle presunzioni che connotano il modello differenziato di esecuzione della pena per i condannati pericolosi. Riflessioni a margine della sentenza n. 253/2019 della Corte costituzionale.

Con la sentenza n. 253 del 2019 — che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 4-bis ord. pen., nella parte in cui non prevede la possibilità di concedere permessi premio, ai condannati per i delitti “ostativi” ivi elencati, in mancanza della collaborazione con la giustizia — la Corte costituzionale ha compiuto un ulteriore, significativo passo verso il […]