Nel caso di specie, i Giudici di Strasburgo esaminano, ai sensi dell’art. 3 CEDU, le doglianze dei ricorrenti relative all’uso eccessivo della forza, all’inadeguatezza delle cure mediche e ai maltrattamenti subiti durante e dopo gli arresti avvenuti nell’ambito dei c.d. “eventi di Nardaran”, una vasta operazione di polizia sfociata in uno scontro armato con diverse vittime e feriti.
La Corte rileva, anzitutto, che il Governo non ha dimostrato che la forza impiegata durante gli arresti fosse strettamente necessaria rispetto alla condotta dei ricorrenti, anche alla luce delle numerose lacune e contraddizioni nei resoconti degli agenti. A ciò si aggiunge l’inefficacia delle indagini svolte dalle autorità nazionali sulle relative denunce, nonostante queste contenessero elementi sufficientemente specifici da imporre adeguati approfondimenti investigativi.
Parimenti inadeguata e non tempestiva è risultata l’assistenza medica prestata: per il primo ricorrente non era stata predisposta una strategia terapeutica completa rispetto ai frammenti di proiettile rimasti nel corpo, mentre per il secondo non era stato adeguatamente accertato il trattamento ricevuto per le ferite da proiettili di gomma.
Da ultimo, la Corte riscontra plurime carenze nelle indagini sui maltrattamenti asseritamente subiti durante la successiva detenzione, atteso che le autorità si erano basate prevalentemente sulle dichiarazioni degli agenti coinvolti, senza acquisire ulteriori testimonianze o elementi probatori.
Conclude, pertanto, per la violazione dell’art. 3 CEDU sotto il profilo sostanziale, in ragione dell’uso eccessivo della forza e dell’inadeguatezza delle cure mediche, e sotto quello procedurale, per l’inefficacia delle indagini relative tanto agli arresti quanto alla successiva detenzione.
venerdì, Ott 9, 2026
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