La Corte Costituzionale si pronuncia in tema di riequilibrio finanziario (Corte costituzionale, sent. 27 dicembre 2023, n. 224)

Con la sentenza n. 224 la Corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 43, comma 1
e 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la
realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica,
l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive). La Corte
costituzionale ha affermato che il co. 1, consentendo l’impiego delle risorse ottenute dal fondo di
rotazione a titolo di copertura per il pagamento dei debiti fuori bilancio e per il recupero del
disavanzo, si pone direttamente in contrasto con la cosiddetta regola aurea che prescrive di
effettuare indebitamenti solo per spese di investimento (art. 119, settimo comma, Cost.), con
pregiudizio degli equilibri dell’ente locale e con un effetto migliorativo non veritiero del risultato di
amministrazione. Il co 2., invece, sempre secondo la Corte, prevedendo esclusivamente di istituire
una nuova voce SIOPE, per l’importo pari alla rata annua da restituire, allarga artificiosamente la
capacità di spesa, senza alcuna garanzia sull’effettiva possibilità di restituzione dell’intero
ammontare ottenuto a titolo di anticipazione, pregiudicando così i futuri equilibri di bilancio.
La Corte costituzionale ha concluso affermando che per l’amministrazione è « sufficiente che siano
ridefinite correttamente tutte le espressioni finanziarie patologiche prodottesi nel tempo, applicando
a ciascuna di esse i rimedi giuridici consentiti nel periodo di riferimento, in modo da ricalcolare il
risultato di amministrazione secondo i canoni di legge. […] Tenuto conto dell’accentuata
mutevolezza del “tempo finanziario” che determina continue sopravvenienze di natura fattuale e
normativa, è proprio il rispetto del principio dell’equilibrio dinamico ad assicurare la bilanciata
congiunzione tra il principio di legalità costituzionale dei conti e l’esigenza di un graduale
risanamento del deficit, coerente con l’esigenza di mantenere il livello essenziale delle prestazioni
sociali durante l’intero periodo di risanamento».

Redazione Autore