Il mancato consenso al prelievo del sangue per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza non è causa di inutilizzabilità degli esami compiuti in una struttura ospedaliera. (Cass. Pen. Sez. IV, 14 dicembre-20 dicembre 2021, n. 46400)

La mancanza di consenso dell’imputato al prelievo del campione ematico per l’accertamento del reato di guida in stato d’ebbrezza non costituisce una causa di inutilizzabilità patologica degli esami compiuti presso una struttura ospedaliera, posto che la specifica disciplina dettata dall’articolo 186 del strada – nel dare attuazione alla riserva di legge stabilita dall’articolo 13, comma 2, del Costituzione – non prevede alcun preventivo consenso dell’interessato al prelievo dei campioni. Ciò che si desume dalla stessa previsione degli illeciti penali incentrati sul rifiuto di sottoporsi all’accertamento a fondare tale conclusione, poiché l’articolo 186 (come anche l’articolo 187) non prevede alcun preventivo consenso dell’interessato al prelievo dei campioni, potendosi a esso unicamente opporre il rifiuto al controllo, e la sanzione penale che accompagna tale condotta, sancendone il disvalore, risulta incompatibile con la pretesa di un esplicito consenso al prelievo dei campioni.

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