Nessuna bocciatura per le troppe assenze se non è impedita la valutazione dell'alunno (T.A.R. Puglia, Lecce, sez. II, sent. 25 maggio 2018, n. 899) Stampa la pagina

Con la sentenza in epigrafe, il Collegio giudicante ritiene che, con riguardo alla bocciatura di uno studente di scuola media che aveva maturato 335 ore di assenza dalle lezioni su un totale di 685 ore curriculari, la ripetizione dell’anno scolastico non può ritenersi motivata, basandone l’esigenza soltanto sulle scarsa frequenza, laddove l'alunno possa essere comunque in qualche modo valutato dai professori. Infatti, la presenza scolastica deve essere considerata un mero presupposto per un proficuo apprendimento dell'alunno e se questi, nonostante le numerose assenze, non evidenzi problemi sul piano del profitto, tale presupposto non andrà interpretato con eccessiva severità. Infatti, la normativa (v. art. 14, comma 7, d.P.R. 122/2009) prevede che non si possa dar luogo a bocciatura qualora si tratti di “assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati”.

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