Illegittimità del diniego di permesso di soggiorno in mancanza del necessario bilanciamento degli interessi coinvolti nel procedimento anche in forza di quanto sancito dall’art. 8 della CEDU. (T.A.R. Lazio - Roma, sez. I – ter, 16 novembre 2018, n. 11091) Stampa la pagina

E’ illegittimo, per difetto di motivazione, il provvedimento di diniego dell’istanza di permesso di soggiorno presentata dallo straniero che ha riportato condanna penale, non avendo l’amministrazione effettuato il bilanciamento degli interessi coinvolti nel procedimento alla luce del principio per cui la valutazione comparativa richiesta dall’art. 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998, qualora l’intero nucleo familiare dello straniero sia radicato in Italia e non vi sia alcun legame nel Paese d’origine, in ossequio alla normativa sovranazionale ed in particolare dall’art. 8 della CEDU, non può limitarsi a postulare la prevalenza delle esigenze di tutela della collettività, in ragione delle caratteristiche del reato commesso, ma deve anche formulare un giudizio prognostico ex ante circa la verosimile probabilità che la condotta illecita sia reiterata dallo stesso trasgressore con la conseguente diffusione di un ulteriore allarme sociale.

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