E’ inammissibile la domanda di revocazione per la sopravvenienza di una sentenza della Corte EDU (Cons. Stato, Ad. Plen., sent. 15 novembre 2017 - 20 dicembre 2017, n. 12) Stampa la pagina

L’Adunanza Plenaria conferma quanto già statuito dalla sentenza della Corte Costituzionale 123/2017 in tema di ricorso per revocazione avverso una sentenza irrevocabile del giudice amministrativo per contrasto con una successiva sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. In particolare il ricorso per revocazione (il cui petitum per la eventuale fase rescissoria, era quello postulante la reiezione degli appelli proposti dalle amministrazioni e, per l’effetto, la conferma delle sentenze di prime cure impugnate e la corresponsione agli odierni ricorrenti del pagamento della contribuzione previdenziale e dell’indennità di fine rapporto) deve essere dichiarato inammissibile, in quanto risulta essere stato proposto per una ipotesi non contemplata dall’ ordinamento giuridico, ed è noto che per la costante giurisprudenza civile ed amministrativa, “attesa la loro eccezionalità, i casi di revocazione della sentenza, tassativamente previsti dall’art. 395 cod. proc. civ., sono di stretta interpretazione, ai sensi dell’art. 14 delle preleggi”.

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