La Cedu ammette la pubblicazione di foto di un accusato (CEDU, sez. III, sent. 7 maggio 2019, ric. nn. 11436/06 e 22912/06) Stampa la pagina

I Giudici di Strasburgo hanno rigettato il ricorso di due cittadini russi che, arrestati perché accusati di alcuni reati, lamentavano, tra l’altro, la violazione del diritto al rispetto della vita privata ex art. 8 Cedu, a causa della pubblicazione di proprie fotografie su un giornale che si era occupato di tale vicenda giudiziaria. La Corte Edu ha, innanzitutto, ricordato che perché possa invocarsi l’art. 8, la lesione alla reputazione o all’onore deve raggiungere un certo livello di gravità e deve essere tale da arrecare pregiudizio al godimento del diritto al rispetto della vita privata. Ebbene, pur non negando che la pubblicazione di una fotografia, affiancata da un articolo sulle accuse rivolte ai ricorrenti e sul loro possibile coinvolgimento in una banda accusata di aver commesso altri reati, raggiunga un rilevante livello di gravità, la Corte ribadisce che la libertà di stampa non può essere compressa in presenza di un interesse pubblico alla diffusione di una notizia che contribuisce a un dibattito su una questione di interesse generale. Ed invero, la collettività ha interesse ad essere informata sui procedimenti giudiziari, ferma restando la necessità di evitare i “processi attraverso i media” e di garantire la presunzione d’innocenza. A nulla rileva, inoltre, la circostanza che nel caso di specie il ricorrente non fosse un personaggio pubblico, essendo questo solo uno degli elementi da prendere in considerazione per verificare l’interesse della collettività alla notizia. Inoltre, ai fini del rigetto del ricorso, la Corte ha positivamente valutato la circostanza che l’articolo fosse basato su fonti ufficiali, che utilizzasse un linguaggio non offensivo e che rendesse evidente che la persona in oggetto fosse solo “accusata” di un reato. In definitiva, per i Giudici di Strasburgo la pubblicazione su un quotidiano di una fotografia di una persona sospettata di un reato non viola l’art.8 Cedu a condizione che nell’articolo sia ben precisato che il soggetto de quo è solo “accusato”, in modo che risultino chiari i termini della vicenda giudiziaria.