Grave malattia mentale e possibilità di cura fuori dal carcere (Corte cost., sent. 20 febbraio 2019 – 19 aprile 2019, n. 99) Stampa la pagina

Se durante la carcerazione si manifesta una grave malattia psichiatrica, il giudice potrà disporre che il detenuto venga curato fuori dal carcere e quindi concedere la misura alternativa della detenzione domiciliare “umanitaria”, o “in deroga”, anche quando la pena residua è superiore a quattro anni, così come già accade per le gravi malattie di tipo fisico. A tal fine, il giudice dovrà valutare se la malattia psichica sopravvenuta sia compatibile con la permanenza in carcere del detenuto oppure richieda il suo trasferimento in luoghi esterni con modalità che garantiscano la salute, ma anche la sicurezza.