DASPO: il tifoso non è obbligato a presentarsi presso il commissariato anche in caso di partite amichevoli (Cass. pen., sez. III, sent. 15 giugno – 9 ottobre 2018, n. 45251) Stampa la pagina

Dal momento che il reato di cui alla L. n. 401 del 1989, art. 6 è caratterizzato dal dolo, occorre ai fini della sussistenza dell'elemento soggettivo la certa individuabilità delle gare per le quali il divieto operi, gare che ove dí natura amichevole, non necessariamente sono caratterizzate, a differenza degli incontri ufficiali, dalla anticipata programmazione tanto più allorquando vengano disputate fuori dal campionato e si tratti dì compagini poco più che dilettantistiche. Nessuna motivazione è stata resa sul punto dalla Corte partenopea, limitatasi ad affermare che grava sul sottoposto l'obbligo di informarsi sulle date in cui la squadra per la quale operano le prescrizioni poste a suo carico dal DASPO è impegnata in competizioni sportive, senza tuttavia chiarire, al fine di escludere l'assunto difensivo se, e con quale anticipo fosse stata pubblicità all'evento.

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