La Cassazione torna sulla presunzione di trattamento degradante del detenuto (Cass. Pen., sez. I, 19 ottobre 2017 – 30 ottobre 2017, n. 49793) Stampa la pagina

Nel caso di sussistenza della forte presunzione di trattamento degradante del detenuto, costituito dall'essere stato costui ristretto in stanza di detenzione in cui lo spazio per il suo movimento sia stato inferiore ai 3 mq., per il superamento di tale presunzione occorre considerare, unitariamente, la brevità della permanenza in cella in tale condizione, l'esistenza di sufficiente libertà di circolazione fuori dalla cella, l'esistenza di adeguata offerta di attività da svolgersi fuori della cella, le buone condizioni complessive dell'istituto di detenzione, l'assenza di altri aspetti negativi del trattamento penitenziario quanto a condizioni igieniche e servizi forniti.

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