Il perenne conflitto tra Stato e Regioni in materia d’istruzione. I riflessi sulla involuzione del settore. Stampa la pagina

Autore: Michele Troisi

Il lavoro si propone di approfondire il tema del diritto all’istruzione, con particolare riguardo al rapporto conflittuale tra Stato e Regioni nella regolazione della materia. In tal senso, si intende evidenziare i problemi di equilibrio e di contrasto, tra i diversi attori, che la materia porta con sé, in una prospettiva prima storico-costituzionale, poi legislativa ed infine giurisprudenziale. In particolare, l’attuale complesso quadro di competenze legislative del diritto all’istruzione, ha visto la Corte costituzionale svolgere un ruolo da protagonista, con una evoluzione non sempre lineare e coerente delle sue pronunce. a seguito delle riforme legislative e costituzionali a cavallo del 2000 si è sviluppato il seguente paradosso: da un lato vi è stata una formale evoluzione della materia, con un’amministrazione statale che non è più il solo soggetto chiamato ad intervenire in via diretta nell’assolvimento della finalità di istruzione, lasciando spazio a Regioni ed alle stesse scuole; dall’altro lato, però, si registra una sostanziale involuzione del settore, poichè l’apparato ministeriale, se teoricamente ha accettato il nuovo sistema, nei fatti pare continuare a muoversi come se l’autonomia delle scuole ed il riparto di competenze con le Regioni non fossero entrati in vigore.

 

The paper aims to deepen the issue of the right to education, with particolar renard to the conflicting relationship between State and the Regions in the regolation of matter. In this renard it intends to point out the problems of balance and contrast  among the different actors that matter brings with itself, in a perspective firstly historical-consitutional, then legislative, finally jurisprudencial. In particular, in the current complex framework of legislative competences about the right to education, the Constitutional Court plays a protagonist role, with a not always linear and coherent evolution of its pronouncements. Following the legislative and constitutional reforms at the turn of the year 2000 the following paradox developed: on the one hand there was a formal evolution of the subject, with a state administration that did not it is more the only subject called to intervene directly in the fulfillment of the purpose of education, leaving room for Regions and schools themselves; on the other hand, however, there is a substantial involution of the sector, while the ministerial apparatus, if theoretically accepted the new system, in fact seems to continue to move as if the autonomy of the schools and the division of competences with the Regions they had not entered into force 

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