Potere amministrativo e principio di proporzionalità nella prospettiva dell’effettività delle tutele della persona immigrata Stampa la pagina

Autore: Margherita Interlandi

Il saggio intende analizzare i limiti che il potere amministrativo incontra nei procedimenti di espulsione dello straniero extracomunitario allorchè esso impatti sui diritti fondamentali, la cui effettività implica la permanenza del soggetto sul territorio nazionale. In particolare, la riflessione si muove nell’ambito della disciplina sulle condizioni di ingresso di soggiorno prevista dal d.lgs. 289/98, come succ. mod. e integr., da cui emerge che il perseguimento della tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza è affidato ad un sistema di regole volto a far prevalere, quasi automaticamente, l’interesse pubblico su quello individuale alla prosecuzione del soggiorno. Sicché, in questo sistema, la tutela dei diritti fondamentali che si realizza  attraverso il mantenimento di legami affettivi, sociali, economici,  che lo straniero ha costituito in un certo contesto territoriale di riferimento, risulta confinata nell’ambito di spazi normativi angusti e non sufficientemente adeguati agli standard internazionali. In questo scenario, particolare rilievo ha assunto la giurisprudenza della Corte Europea, la quale ha espresso posizioni molto significative in ordine ai limiti del potere espulsivo, lesivo di specifiche posizione soggettive garantite dalla CEDU. In particolare, la Corte di Strasburgo, attraverso una interpretazione coordinata degli art. 6 e 13 CEDU, ha individuato nella proporzionalità della decisione il parametro di legittimità del provvedimento lesivo, ritenendo che le esigenze di controllo del territorio non possono apoditticamente, e senza una valutazione delle circostanze rilevanti nel singolo caso concreto, ritenersi prevalenti sui diritti della persona straniera garantiti dalla CEDU. Dagli orientamenti della Corte EDU, è possibile, perciò, attraverso una interpretazione sistematica in funzione applicativa dei diritti fondamentali, individuare nel canone della proporzionalità lo strumento normativo che  vincola sia l’amministrazione, in virtù di quanto previsto dall’art. 1 l. 241/90, che il giudice, ai sensi dell’art. 1 c.p.a., a ponderare gli interessi coinvolti, allorchè sono in gioco l’interesse alla sicurezza da un lato, e la tutela della persona straniera, dall’altro.

 

The essay analyzes the limits of the administrative power in the proceedings of expulsion of the non-European foreigner when it impacts on fundamental rights, whose effectiveness implies the permanence on the national territory. In particular, the reflection moves within the framework of the regulations on the entry conditions for residence provided for by Legislative Decree 289/98, as follows. mod. and integr., from which it emerges that the pursuit of the protection of public order and security is entrusted to a system of rules aimed at making prevail, almost automatically, the public interest over the individual to the continuation of the stay. So, in this system, the protection of fundamental rights that is achieved through the maintenance of emotional, social, economic ties that the foreigner has established in the territorial context of reference, is confined within narrow regulatory spaces and not sufficiently adapted to international standards. In this context, the jurisprudence of the European Court has expressed very significant positions regarding the limits of expulsive power, detrimental to specific subjective positions guaranteed by the ECHR. In particular, the Court of Strasbourg, through a coordinated interpretation of the art. 6 and 13 of the ECHR, has identified in the proportionality of the decision the parameter of legitimacy of the injurious measure, considering that the needs of control of the territory can not consider prevailing on the rights of the foreign person guaranteed by the ECHR, without an assessment of the relevant circumstances in the individual concrete case. From the guidelines of the ECtHR, it was therefore possible, through a systematic interpretation of the application of fundamental rights, to identify in the canon of proportionality the normative instrument that binds both the administration, by virtue of the provisions of art. 1 l. 241/90, that the judge, pursuant to art. 1 c.p.a., to weigh the interests involved, when the interest in security on the one hand is at stake, and the protection of the foreign person on the other.

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