Riflessioni preliminari sulla legge elettorale n. 165 del 2017: le peculiarità del procedimento elettorale e l'incidenza sull'assetto partitico fra questioni vecchie e nuove Stampa la pagina

Autore: Fabrizio Politi

La riforma elettorale è da circa tre decenni all'attenzione del dibattito politico e dottrinale quale sintomo di un assetto politico-partitico che non riesce a trovare nuovi equilibri e che è, a sua volta, conseguenza di una profonda crisi della rappresentanza politica. La legge elettorale n. 165 del 2017 si presenta particolarmente complessa in ragione delle peculiarità tecniche che la caratterizzano e della inevitabile incidenza della stessa sull'assetto partitico e sulle dinamiche della forma di governo (soprattutto alla luce di quanto avvenuto in Italia negli ultimi anni). Emergono innanzitutto le questioni relative al rispetto o meno delle indicazioni prospettate dalla Corte costituzionale nelle sentt. n. 1 del 2014 e n. 35 del 2017, ma specifica attenzione va posta anche con riguardo al possibile “rimodellamento” del sistema politico-partitico ed alla capacità della nuova disciplina elettorale di coniugare le esigenze della stabilità dell'esecutivo con la necessaria rappresentatività dell'organo parlamentare. Se sullo sfondo di tali problematiche si pone la riflessione sul ruolo dei partiti politici nella democrazia e, in misura ancora più generale, sul significato stesso della democrazia, emerge la necessità di doversi misurare con la nozione attuale di rappresentanza politica. L'accento posto dalla Corte costituzionale sulla “rappresentatività” del Parlamento e sulla necessità di non incidere sulla riduzione dell'offerta politica costituisce un importante segnale in controtendenza rispetto agli orientamenti (anche culturali) prevalenti in questi anni. La crisi della rappresentanza politica (di cui le difficoltà della legge elettorale costituiscono un epifenomeno) viene a presentarsi come diretta conseguenza di un indebolimento delle strutture democratiche.

Electoral reform has been at the center of the political and doctrinal debate for about thirty years. This is a symptom of a system of parties that can’t find new equilibrium which is, in turn, a consequence of a crisis of political representation. Electoral law n. 165 of 2017 is very complex and is characterized by numerous specificities and the inevitable impact on the dynamics of the form of government (especially about what happened in Italy in recent years). First of all, issues relating to compliance with the indications set out by the Constitutional Court in the judgments emerge. n. 1 of 2014 and n. 35 of 2017, but specific attention must also be paid to the possible "remodeling" of the political-party system and to the capacity of the new electoral system to combine the stability requirements of the executive with the necessary representativeness of the parliamentary body. If the reflection of the role of political parties in democracy and the very meaning of democracy arises on the background of these problems, the need arises to have to measure with the current notion of political representation. The emphasis placed by the Constitutional Court on the "representativeness" of the Parliament and on the need not to affect the reduction of the political offer is an important signal in contrast with the orientations (also cultural) prevailing in these years. The crisis of political representation (of which the difficulties of the electoral law constitute an epiphenomenon) comes to present itself as a direct consequence of a weakening of democratic structures.

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