Considerazioni sulla rappresentanza politica secondo Vittorio Emanuele Orlando Stampa la pagina

Autore: Leone Melillo

La distinzione tra “ordine giuridico” ed “ordine politico”, sorretta dalla teoria della “rappresentanza politica” delineata da Orlando, “si muove entro limiti predeterminati dalle condizioni svariate e complesse della coscienza giuridica del popolo, del grado di civiltà da esso raggiunto”, afferma che “il legislatore trova non crea” e delinea una “incompatibilità assoluta”, “tra l’idea del mandato e il carattere moderno della rappresentanza”, perché assume che l’“elezione politica” è “una semplice designazione”.

 
The distinction between “legal order” and “political order”, supported by the theory of “political representation” outlined by Orlando, “moves within predetermined limits by the varied and complex conditions of people’s juridical conscience, by the level of civilization that it has achieved”, it states that “the legislator finds, and doesn’t create” and outlines an “absolute incompatibility”, “between the idea of the mandate and the modern character of representation” because it assumes that “political election” is “a simple designation”.

 

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