«Giustificato motivo» e (in)giustificate motivazioni sul porto del kirpan. A margine di Cass. pen., Sez. I, sent. n. 24084/2017 Stampa la pagina

Autore: Antonio Gusmai

L’articolo commenta la recente sentenza della Cassazione penale (Sez. I, sent. n. 24084/2017) che ha condannato un indiano sikh per aver indossato, legato alla cintola, il kirpan, oggetto ritenuto “idoneo all’offesa” ai sensi dell’art. 4, comma 2, della legge n. 110/1975, senza riconoscere il “giustificato motivo” connesso al simbolismo religioso dell’oggetto stesso. L’Autore critica, in particolare, il passaggio in cui la Corte richiama i valori del “mondo occidentale”, locuzione poco chiara se si tiene conto che non esiste unità valoriale all’interno degli Stati occidentali i quali sono divenuti in gran parte multiculturali.

This essay attempts to comment on the Italian Supreme Court (Corte di Cassazione) rulling (Sez. I, sent. n. 24084/2017) against an indian man convicted of taking a “kirpan” strapped on his belt. Particularly the judges didn’t recognize the “justification” (giustificato motivo) connected to the religious symbolism. The Author comment critically the paragraph of the judgement about the “values in the Western world”. There’s no unity of values in western community of States in a multinational, multifaith, multicultural society.

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